Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

domenica 29 dicembre 2013

Il coordinamento decide: si interrompe lo sciopero della fame.

Il coordiamento per la Difesa delle TerreJoniche dopo aver preso atto che in seguito alla mobilitazione messa in campo in questi giorni attraverso il presidio permanente a Matera e lo sciopero della fame di Gianni Fabbris, Carmine Sgambato e Antonio Melidoro si è raggiunto un primo risultato utile ossia l'annuncio da parte di Gabrielli e Bubbico del riconoscimento della stato di emergenza per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorso nel primo Consiglio dei Ministri utile del 2014, ha annunciato durante l'assemblea pubblica di questa mattina l'interruzione dello sciopero della fame.
L'assemblea, preceduta dall'esibizione del coro polifonico dei "Cantori Materani", ha visto la partecipazione del Presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, di quasi tutti i sindaci dei comuni della provincia di Matera compreso il sindaco della città materana, Salvatore Adduce, e il consigliere regionale Luigi Bradascio.

sabato 28 dicembre 2013

Assemblea. Dopo il si ed il no di Bubbico e Gabrielli, decidiamo che fare

Domani sarà il VI giorno della fame per Gianni Fabbris e il terzo per Antonio Melidoro e Carmine Sgambato. Assemblea a Matera davanti al presidio con i Sindaci delle aree alluvionate per decidere che fare dopo il si e il no all'incontro di oggi con Gabrielli e Bubbico.

Gabrielli e Bubbico: si allo stato d'emergenza al primo consiglio dei ministri, no alla possibilità di prevedere somme per le famiglie e le attività economiche
Domani in assemblea a Matera al Presidio, invitati i Sindaci, decidiamo come andare avanti mentre prosegue lo sciopero della fame

Matera, domenica 29 Dicembre 2013 ore 11,30, Piazza Vittorio Veneto davanti al Presidio dello sciopero della fame. 

venerdì 27 dicembre 2013

Conferenza stampa stamattina al presidio di Montescaglioso


Dalle ore 9 di stamattina 28 dicembre 2013 in Piazza Roma di Montescaglioso, si terrà un presidio per chiedere risposte sull'alluvione del 7/8 Ottobre e sui successivi eventi dei primi di dicembre che hanno colpito le aree del Metapontino ed in particolare Montescaglioso.
Il presidio, promosso congiuntamente dalla Consulta dei commercianti, artigiani e cittadini di Montescaglioso e dal Comitato per la Difesa delle TerreJoniche ha l'obiettivo di chiedere ancora una volta l'adozione degli atti dal Governo Nazionale che attendiamo da troppo tempo per quanto riguarda l'alluvione dell'8 ottobre e di risposte urgenti da Gobverno e Regione sugli eventi del 1° Dicembre.

Il Vescovo di Matera, Monsignor Ligorio, consegna al Comitato Terre Joniche la questua della messa di Natale

Il Vescovo della Diocesi di Matera e Irsina, mons. Salvatore Ligorio, insieme ai parroci rettori della chiesa di S. Domenico, don Mimì e della Cattedrale, don Vincenzo, ci ha consegnato un messaggio e il contenuto della questua raccolto in piazza V. Veneto durante la S. Messa solenne di Natale tenuta davanti al presidio del comitato.

E' stata l'occasione per Gianni Fabbris e un gruppo del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche di ringraziare personalmente il Vescovo, i preti e la comunità credente di Matera per lo straordinario gesto di solidarietà e condivisione di domenica scorsa quando hanno voluto celebrare la Messa di Natale presso il Presidio con lo sciopero della fame in corso in Piazza V. Veneto a Matera. 

Nessuna risposta Ufficiale, domani ci spostiamo a Montescaglioso

Comunicato stampa Matera, 27 dicembre 2013 ore 19:30 NON ABBIAMO AVUTO RISPOSTE UFFICIALI, DOMANI LO SCIOPERO DELLA FAME SI SPOSTA A MONTESCAGLIOSO Alle ore 19:30 di oggi, dopo diverse ore dalla conclusione del Consiglio dei Ministri di oggi, non abbiamo avuto ancora notizie ufficiali sulle possibili iniziative assunte dal Governo per rispondere all'alluvione del 7/8 Ottobre scorso. Conseguentemente lo sciopero della fame di Fabbris, Sgambato e Melidoro continua ma, per la mattinata di domani, si sposta a Montescaglioso dove il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, insieme al Comitato dei Commercianti di Montescaglioso attenderà in presidio l'arrivo del Prefetto Gabrielli, capo della Protezione Civile Nazionale. Vogliamo sperare che nella giornata di domani non si consumi l'ennesima passerella cui abbiamo assistito in questi anni ma che, al contrario, arrivino le risposte che attendiamo; risposte, che, evidentemente, deve dare il Governo e non certo il Prefetto Gabrielli, che, ad ogni modo, chiediamo di incontrare insieme al Viceministro Bubbico per capire da fonti certe cosa la Protezione Civile (che comunque propone i piani e indica le priorità al Governo) pensa debba farsi per le aree alluvionate di Basilicata e come il Governo intende rispondere. Il Comitato ha inviato alla Prefettura di Matera la richiesta di incontro per domattina

Controllo medico al presidio attendendo l'esito del Consiglio dei MInistri. Fabbris rifiuta il ricovero

I medici del 118 effettuano il controllo glicemico a Fabbris
Comunicato stampa Matera, 27 dicembre 2013 ore 13


Com. stampa.

Mentre attendiamo in presidio di avere notizie sulla situazione del Consiglio dei MInistri appena concluso per sapere se sarà stata adottata l'ordinanza che attendiamo, un''ambulanza del 118  è intervenuta presso il presidio di Piazza V. Veneto e il portavoce del Comitato Gianni Fabbris, è stato sottoposto a controllo medico. 
Da pochi minuti è terminato il controllo da parte dei medici del 118 a Gianni Fabbris al suo 4 giorno di sciopero della fame e Carmine Sgambato. A Gianni Fabbris è stato ( che è diabetico) è stato riscontrato un forte abbassamento dei valori glicemici e il personale medico ha disposto il ricovero in ospedale e comunque, ha consigliato di assumere cibo. Gianni Fabbris ha rifiutato il ricovero firmando l'apposito documento ed ha confermato di continuare lo sciopero della fame che, per lui, significa non assumere cibo di alcun tipo ma solo acqua e the.

Carmine Sgambato ed Antonio Melidoro si aggiungono allo sciopero della fame. Domani Conferenza stampa

Comunicato stampa

Nella riunione del Coordinamento del Comitato di oggi alle 18 altri due hanno iniziato lo sciopero della fame Un agricoltore e un rappresentante delle istituzioni. 
 Domani (27 dicembre) alle 10,30 è convocato il Consiglio dei Ministri che potrebbe decidere (se vorrà) l'adozione dei primi provvedimenti per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 
Domani (27 dicembre 2013) alle ore 11:30 Conferenza stampa del Comitato TerreJoniche aspettando l'Ordinanza presso il presidio in Piazza Vittorio Veneto 


Come annunciato, alle 18 di oggi 26 dicembre, si è riunito il coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, Carmine Sgambato e Antonio Melidoro che a partire da questo momento affiancano il portavoce Gianni Fabbris nello sciopero della fame. Carmine Sgambato di anni 67 è un agricoltore che conduce l'azienda Di Grottole insieme al suo nucleo familiare in contrada Marinella a Metaponto. Carmine ha più volte negli anni scorsi (da almeno15 anni) denunciato a tutte le autorità e le istanze politiche e istituzionali possibili i rischi della tenuta di quell'area in caso alluvione. Non ha avuto risposte come, del resto, tutti gli altri agricoltori della zona che più volte hanno tentato di porre i problemi gravissimi cui l'intera comunità stava andando incontro in caso di alluvione (tenuta dei canali del Consorzio di Bonifica, argini dei fiumi, opere ingegneristiche sbagliate come la S.S. 106, etc.) ed ha dovuto sopportare tutte le alluvioni di questi ultimi anni accusando danni gravissimi all'azienda e vedendo compromettere la stessa possibilità di poterla ancora lavorare. Antonio Melidoro è Avvocato, Presidente del Consiglio Comunale di Nova Siri e coordinatore per l'ANCI dei Consigli Comunali del Metapontino. Segue la vertenza che sta conducendo il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche fin dall'inizio e più volte è intervenuto per promuovere il coinvolgimento delle istituzioni territoriali e facilitare il rapporto fra i Comuni e le esperienze dei cittadini. Carmine Sgambato condurrà lo sciopero della fame con le stesse modalità con cui lo ha svolto fin qui Gianni Fabbris (che domani sarà al quarto giorno di sciopero e dovrà essere sottoposto a controllo medico) ovvero presso il presidio di Piazza V. Veneto mentre l'Avvocato Melidoro, dovendo seguire importanti impegni professionali e istituzionali, lo condurrà a Nova Siri. Dopo l'iniziativa di ieri della celebrazione della Messa Solenne del Santo Natale presso il presidio del Comitato, il coinvolgimento di un rappresentante delle istituzioni nella forma di lotta dello sciopero della fame è un ulteriore segnale importante per il rafforzamento dell'iniziativa che vede sempre più partecipi gli agricoltori ed i cittadini colpiti del territorio come testimonia la presenza di un agricoltore nell'affiancamento da stasera. Ci attendiamo che già domani mattina nel Consiglio dei Ministri convocato alle 10,30 il Governo Letta metta fine alla odiosa ingiustizia che ci vede attendere i suoi provvedimenti da troppo tempo e li emetta dotandoli di adeguate risorse finanziarie, come chiede la petizione che sta raccogliendo migliaia di firme (fra le altre quella del Vescovo di Matera Monsignor Salvatore Ligorio ed il Presidente della Regione Marcello Pittella) e come chiede un messaggio che lo stesso Presidente Pittella nella giornata di oggi ha inoltrato al Presidente Enrico Letta. Invitiamo la stampa alle ore 11,30 di domani 27 Dicembre 2013 presso il Presidio di Piazza Vittorio Veneto dove attenderemo e valuteremo gli atti del Governo. Se non ci saranno stati, siamo pronti ad annunciare ulteriori iniziative di lotta

giovedì 26 dicembre 2013

Benvenuti al ristorante offerto dal governo per i lucani e gli alluvionati

Comunicato stampa Matera, 26 dicembre 2013 ore 16:00

Questo il testo del manifesto affisso oggi al presidio del Comitato delle TerreJoniche in Piazza V. Veneto in cui da tre giorni è in corso lo sciopero della fame del portavoce Gianni Fabbris cui si aggiungeranno da stasera altri due.


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IL MENU DEL TERZO GIORNO ALRISTORANTE "SCIOPERO DELLA FAME"!
BENVENUTI AL RISTORANTE PER I LUCANI OFFERTO DA ENRICO LETTA IN OCCASIONE DEL NATALE E DELLE ALLUVIONI

26 Dicembre 2013
ore 6 ... caffè
ore 8 ... thè caldo (pasticche per il diabete e la pressione)
ore 11 .. caffè
ore 15 .. the caldo (pasticche per il diabete e il colesterolo)
ore 17 .. caffè
ore 20 ..the caldo (pasticche per il diabete e la pressione)
ore 23.. acqua

SI AVVISANO I SIGNORI CLIENTI CHE NELLA SUA MAGNANIMITA' IL PRESIDENTE ENRICO LETTA CONSENTE AI LUCANI UN MENU ALLA CARTA IN CUI E' POSSIBILE VARIARE A PIACERE LE MEDICINE IN FUNZIONE DI TERAPIE PERSONALIZZATE

PS: speriamo che nel Consiglio dei Ministri di domani (27 dicembre 2013) quei buontemponi di Ministri (con viceministri e sottosegretari al seguito) non firmino gli atti che avrebbero dovuto adottare entro pochi giorni dall'alluvione dell'8 Ottobre come invece hanno fatto per la Sardegna in 48 ore. Mica ci vorranno togliere lo sfizio del menu' di domani al ristorante dello sciopero della fame?

Terzo giorno di sciopero della fame. Auguri Enrico Letta, buono il panettone? Adesso fai l'ordinanza.

Comunicato stampa
Matera, 26 dicembre 2013 ore 13:00

Grazie ai cittadini di Matera, al Vescovo ed alla Comunità credente. Dopo la celebrazione della Santa Messa di Natale al Presidio del Comitato, prosegue la mobilitazione per ottenere giustizia e dignità per le alluvioni di Basilicata.
Mentre si stanno raccogliendo migliaia di firme con la petizione che chiede al Governo Nazionale di dare risposte per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorso, si estende il numero dei partecipanti allo sciopero della fame: oggi si aggiungono un agricoltore di Metaponto ed un rappresentante delle istituzioni.

martedì 24 dicembre 2013

S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo: il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno

G. Fabbris e il Vescovo, Mons. Ligorio
Comunicato stampa 

Martedì, 24 dicembre 2013 ore 17:00

Il Comitato fa appello alla partecipazione alla S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo.
Il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno


Il coordiamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche presso il presidio permanente di piazza Vittorio Veneto a Matera in cui il suo portavoce, Gianni Fabbris, ha da poche ore iniziato lo sciopero della fame esprime grande soddisfazione per il gesto che i parroci delle chiese del centro di Matera e il Vescovo della Diocesi di Matera e Irsina hanno manifestato in queste ore dando la propria disponibilità a celebrare la S. Messa di Natale domani alle ore 11:00 presso la sede del presidio.
E' un contributo importante volto a coinvolgere tutta la comunità nell'impegno per la difesa del territorio e la sua messa in sicurezza.
In queste ore il Comitato sta invitando tutte le associazioni di territorio, i movimenti, i parlamentari e i diversi rappresentanti istituzionali affinchè con la loro presenza intervengano alla celebrazione.
Fra le risposte che stanno già arrivando e che danno conferma della partecipazione e presenza alla celebrazione natalizia di domattina vi sono quella di Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, Salvatore Adduce, sindaco di Matera e Vito Anio Di Trani, sindaco di Pisticci.
Ulteriori conferme stanno arrivando in queste ore di cui vi daremo notizia nei prossimi comunicati

Primo giorno di sciopero della fame. Inizia il portavoce Gianni Fabbris.

Comunicato stampa 

Martedì, 24 dicembre 2013 ore 13:00


Contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche annuncia, in data odierna, l'inizio dello sciopero della fame.
In un primo momento, infatti, avevamo valutato di dare vita al solo presidio in piazza Vittorio Veneto a Matera aspettando che si riunisse il Consiglio dei Ministri e firmasse l'atto dovuto che i cittadini del Metapontino attendono ormai da ben oltre 80 giorni ossia, l'Ordianza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta.

domenica 22 dicembre 2013

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Questo il programma

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Il programma di lunedi 23 Dicembre a Matera:
Incontro con associazioni e movimenti, conferenza stampa e montaggio del presidio 

Invitiamo la stampa alla conferenza stampa di presentazione della mobilitazione Lunedi 23 dicembre 2013 alle ore 11 presso la Galleria Guerricchio di Piazza Vittorio Veneto ed a seguire l'incontro con le Associazioni che terremo in Piazza Vittorio Veneto alle ore 18 presso il presidio che il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche monterà sempre in Piazza. 
Ricordiamo che il Presidio sarà permanente e prevederà una serie di iniziative di lotta che saranno decise stasera in assemblea fino al raggiungimento dell'obiettivo minimo che ci siamo posti: l'adozione da parte del Consiglio dei Ministri degli atti dovuti per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorsi che attendiamo da 78 giorni (mentre per il Veneto e la Sardegna sono arrivati in poche decine di ore).

sabato 21 dicembre 2013

Governo Letta: gli auguri di buon Natale te li diamo noi


Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
info: 3466483882

Auguri di Buon Natale 2013 al Governo Letta ed al Parlamento Gli alluvionati del Metapontino, a 78 giorni dall'alluvione del 8 Ottobre, ve li faranno in mobilitazione in una tenda davanti alla Prefettura di Matera, per ringraziarvi di non avere ancora avuto risposte. Non sperate di cavarvela cosi: 
Ricominciamo e non ci fermiamo fino a quando non avrete riconosciuto lo Stato d'Emergenza e stanziato le somme dovute 

Domenica 22 ore 17 Sala Consigliare di Marconia, Assemblea organizzativa Lunedi 23 dalle ore 10 a Matera in Piazza Vittorio Veneto, Mobilitazione ad oltranza


Riprende la mobilitazione del Comitato TerreJoniche, di fronte all'ignavia del Governo ed alla pochezza della capacità di risposta del Parlamento, gli alluvionati passeranno il Natale in mobilitazione, per dare gli auguri a modo loro al Governo Letta di fronte alla Prefettura di Matera. "Il Comitato ha preso atto in questi giorni dell'apertura di una serie di spazi di confronto con il nuovo Presidente della Regiona Basilicata Marcello Pittella e con le forze politiche regionali e nazionali ma per discutere di strategia e impostare i piani di prevenzione e recupero delle risorse di cui c'è assoluto bisogno, occorre evitare prima che il malato muoia" ha dichiarato Gianni Fabbris "Oggi il rischio grande delle comunità alluvionate del Metapontino di tanta parte delle famiglie e delle attività economiche colpite da ben tre alluvioni in meno di tre anni, è quello di soccombere se non si interviene d'urgenza. E' moralmente inaccettabile e politicamente gravissimo che il Governo non abbia ancora dichiarato lo Stato d'emergenza per la Basilicata e non abvbia ancora messo un'euro per l'alluvione dell'8 Ottobre. Non ci stiamo, torniamo in mobilitazione e non ci fermeremo fino a che non ci venga riconosciuto l'atto dovuto come è stato fatto per altri".
Questo è il documento adottato dal Coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche nell'ultima riunione che indice la mobilitazione di Natale per la dignità e la giustizia.  
"Eravamo stati a Roma nei giorni scorsi per sapere da Parlamento e Governo come stavano le cose, quante risorse erano previste sulla legge di stabilità, perchè non era ancora stato riconosciuto lo stato di emergenza per la Basilicata per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 e perchè il Parlamento e le forze politiche permettono che in Italia continuano a determinarsi alluvioni di serie A e B. Eravamo arrivati con buoni argomenti, dal punto di vista logico persino inoppugnabili; uno sopra tutti: in Sardegna nel caso dell'ultima alluvione, opportunamente, per fortuna e con grande slancio, il Presidente Letta aveva convocato entro 24 il Consiglio dei Ministri e, senza aver ricevuto alcuna "carta" dalla Regione Sardegna dove tutti erano impegnati a spalare fango ed a contenere l'acqua che ancora faceva danni e morti, dichiarava lo Stato d'Emergenza, stanziava i primi 20 Milioni di Euro per le prime necessità urgenti, prometteva fondi per intervenire (senza sapere di quanto sarebbero stati i danni) e dichiarava il lutto nazionale. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori: come è possibile che per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 la Basilicata non abbia avuto ancora dichiarato lo Stato d'Emergenza e non abbia avuto un Euro dal Governo? I Parlamentari hanno convenuto con noi che non era tollerabile e che sarebbero intervenuti anche perchè "sembrava" che il Governo avesse fatto sapere di un imminente (sic!) riconoscimento dello Stato d'Emergenza per la Basilicata con un primo stanziamento di 6,5 milioni di Euro. E' passata una settimana e di quel provvedimento non c'è traccia. Per quanto ne sappiamo noi è sparito. Avevamo anche chiesto ai Parlamentari che fossero previste nella Legge di Stabilità in discussione in Parlamento le somme necessarie per affrontare le emergenze da alluvione in Basilicata; oggi prendiamo atto che nella Legge licenziata alla Camera e che diventerà definitiva lunedi prossimo al Senato, sono stati previsti per il 2014 50 milioni di Euro per tutte le alluvioni dal 2009 ad oggi (circa 20) ed altri 50 per ognuna delle annualità successive. Come dire "poco più di un caffè a fronte di miliardi di Euro di danni".
Se ci fosse stato bisogno di una conferma alla denuncia che abbiamo presentato ai Presidenti Boldrini e Grasso, sulla intollerabile situazione di illegalità costituzionale per cui in Italia si continuano a determinare risposte di Serie A e di Serie B quando ci sono disastri ambientali è proprio quello che sta accadendo nelle risposte (non risposte in realtà) che si stanno dando alle alluvioni di Puglia e Basilicata. La discrezionalità della politica sceglie sulla base di criteri di opportunità politica e della capacità dei gruppi dirigenti locali di farsi valere. Evidentemente i gruppi dirigenti lucani (a cominciare di quanti stanno al Governo ma anche di quanti siedono nelle opposizioni) contano poco e il fatto che la Basilicata abbia risorse strategiche come l'acqua e il petrolio merita solo l'offeso e lo schiaffo alla nostra dignità. Da Lunedi torniamo in mobilitazione e lo faremo a Matera in Piazza Vittorio Veneto davanti alla Prefettura, scegliendo di passare il Natale in strada, ovvero nel luogo in cui ci ha ricacciato la irresponsabilità della politica ed in particolare del Governo. Ci saremo ad oltranza fino a quando non avremo ottenuto il diritto minimo che spetta ad ogni comunità alluvionata, il primo passo che qualsiasi Governo serio avrebbe assunto da temo: il riconoscimento per l'alluvione dell'8 Ottobre dello stato d'emergenza con i primi fondi per gli interventi d'urgenza. Ci saremo con la massima pressione di cui saremo capaci, contando sul sostegno e il contributo della comunità materana, dei cittadini, delle associazioni, delle istituzioni e delle forze sociali e sindacali. Ci contiamo perchè sappiamo che la nostra battaglia per la messa in sicurezza del territorio ed i risarcimenti a quanti sono stati colpiti non è un fatto privato di quanti hanno subito danni questa volta o potranno subirne la prossima ma riguarda la dignità ed i diritti di tutta la comunità ad un territorio tutelato ed a vivere in un contesto civilmente degno." Sulla base di questo documento, per organizzare le iniziative ed articolare le forme di lotta , è convocata l'assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Marconia per domenica 22 Dicembre alle ore 17,30.
Queste le prime proposte che verranno discusse in assemblea per essere articolate ed adottate:
Matera, Piazza Vittorio Veneto
- Lunedi 23 Dicembre 0re 10: conferenza stampa e costituzione del Presidio e della tenda
- Lunedi 23 Dicembre - mattinata - consegna di un documento alla Prefettura
- Lunedi 23 Dicembre Ore 17: Incontro con le Associazioni, le organizzazioni ed i movimenti lucani .
- Lunedi 23 Dicembre Ore 18,30: Assemblea pubblica in Piazza Vittorio Veneto
- Martedi 24 Dicembre Inizio di uno sciopero della fame che procederà ad oltranza fino a quando
- Martedi 24 Dicembre iniziative nella Città di Matera e nei Comuni interessati
- Martedi 24 Dicembre - Sera - Celebrazione del Santo Natale con gli alluvionati del Metapontino
- Mercoledi 25 Dicembre - Invito ai cittadini ed alla stampa ad incontrare in Piazza Vittorio Veneto le persone che fanno lo sciopero della fame e la comunità degli alluvionati, concerto serale di solidarietà
- Mercoledi 26 Dicembre - Assemblea in piazza e proiezione pubblica di materiali.

Le iniziative potranno evidentemente essere integrate e modificate ma proseguiranno ad oltranza fino a quando il Consiglio dei Ministri non avrà riparato all'odioso ritardo ed allo schiaffo a tutta la comunità lucana. Tutte le istituzioni sono invitate a partecipare.

giovedì 12 dicembre 2013

Domani una delegazione del comitato TerreJoniche è stata invitata all'inaugurazione della mostra fotografica “AQUA - deserti e monsoni”

Domani una delegazione del comitato TerreJoniche è stata invitata all'inaugurazione della mostra fotografica “AQUA - deserti e monsoni” di GMB AKASH G.Plasmati.
L'acqua nostra sorella può diventare distruttrice quando l'uomo le diventa nemica costruendo lì dove non dovrebbe e non mettendo in sicurezza il territorio quando si presenta fragile e in ginocchio come quello metapontino e ginosino che in meno di 3 anni ha avuto ben 3 alluvioni.
Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche è impegnato, come ben sapete, da tempo per cercare di dare risposte ai problemi aperti dalle alluvioni nell'area del Metapontino e del Ginosino.
All'indomani della terza importante alluvione nel giro di meno di tre anni, la situazione per le comunità e il territorio sono drammatici.
Durante la mostra verrà data tesimonianza sullo stato dell'arte della nostra vertenza che investe tutto il territorio lucano e pugliese.

Giro il comunicato stampa che ci ha allegato Gaetano Plasmati.

La mostra chiude l'anno 2013 dedicato al tema Acqua.
La mostra Aqua_ha ricevuto un importante riconoscimento da parte della Nazioni Unite_UN-Water2013 – F.A.O.

Nell’ambito degli eventi organizzati in occasione del I.Y.W.C.2013, la mostra “AQUA - deserti e monsoni” ha destato grande interesse, tanto che lo Stockholm International Water Institute di Stoccolma, dove si è svolto il World Water Week 2013, ha chiesto di poterla ospitare in modo permanente nelle sale della sua sede.

La U.N.-Water ha voluto ringraziare i fotografi, la Galleria di Porta Pepice e Intransit Magazine con un comunicato nel quale si legge che la mostra ha “contribuito ad aumentare la consapevolezza globale delle sfide legate all’acqua in tutto il mondo”, e che le immagini della mostra hanno “destato un grande interesse da parte dei partecipanti alle conferenze internazionali e costituiscono una importante iniziativa nel quadro dell’Anno Internazionale della Cooperazione per le Risorse Idriche 2013”.
La mostra fotografica affronta, attraverso gli scatti di Plasmati e Akash, due temi: la carenza e l’abbondanza dell’acqua (argomenti al centro dell’interesse di UN-Water).
Aqvaworld Bluwellness Family Club, sempre attento ai temi di attualità, ha deciso di ospitare una mostra di così degno spessore sott’acqua nella piscina profonda 11 metri. Proprio a causa dei vari disagi causati da Nettuno nel nostro territorio, venerdì 13 dicembre alle ore 11:00 si terrà una conferenza stampa su come poter affrontare un così grave problema.

Lettera a Boldrini e a Grasso: il fango ci rende uguali,evitate di provare a dividerci


Alla Presidente della Camera dei Deputati, On.le Laura Boldrini
al Presidente del Senato, Pietro Grasso
Ai Parlamentari italiani
Metaponto e Ginosa, 11 dicembre 2013

Illustri On.li
siamo un Comitato di cittadini sorto all'indomani di una disastrosa alluvione che nella notte fra il 1° ed il 2 Marzo 2011 ha sconvolto le TerreJoniche nel tratto lucano dal confine con la Calabria e la Provincia di Taranto. Mezzo miliardo di Euro di danni accertati dai Commissari nominati sono solo il segno di quale sofferenza e quali ferite abbiano segnato il territorio e le comunità.
Ad oltre mille giorni da allora (1017) attendiamo ancora risposte concrete, risposte che, prima di tutto, attendiamo sulla prevenzione e la messa in sicurezza del territorio possibili, evidentemente, se usciremo dalla logica dell'emergenzialità e del rincorrere a posteriori i problemi e per cui, in ogni caso, serve capacità di programmazione e investimenti di risorse.
In realtà sono arrivate solo pochissime e risibili risorse economiche straordinarie per cui nessuna messa in sicurezza è stata possibile cosi come non sono stati possibili i ristori per quanti hanno subito i danni.  Peraltro, per ottenere quelle poche risposte istituzionali dovute come l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM), le Istituzioni e i cittadini del territorio hanno dovuto tenere una lunga e per taluni aspetti umiliante mobilitazione. Tre scioperi della fame, una manifestazione a Roma, innumerevoli iniziative sul territorio promosse dal Comitato e dai Sindaci hanno dovuto fare i conti con la disarticolazione delle norme e del fondo nazionale introdotte con il decreto milleproroghe del 2011 che introducendo la “tassa sulle disgrazie” in realtà creava un vuoto nelle risposte istituzionali alle attese dei cittadini in caso di alluvione.

Evidentemente l'obiettivo dichiarato del legislatore, quello di riformare i meccanismi sulla base di criteri di efficienza, interpretato in applicazione di supposti principi di federalismo, è fallito; quella norma, contro cui hanno ricorso diverse regioni italiane, è stata dichiarata incostituzionale anche se, da allora, non è stata sostituita con alcun provvedimento capace di rispondere alla sfidagrande che abbiamo tutti davanti a noi: quello di garantire certezze a quanti (imprese, cittadini, comunità) sono stati e saranno sempre più spesso colpiti dai danni da eventi sempre meno imprevedibili per effetto del dissesto idrogeologico, della mancata manutenzione e cura del territorio, della disarticolazione dei regimi fluviali, di un uso del suolo inadeguato e del cambio dei regimi climatici ed ambientali.
Sta di fatto che dall'alluvione del Veneto del 1°/2 Novembre 2010 (l'ultima avvenuta prima della introduzione delle norme introdotta dal decreto milleproroghe 2011), registriamo un insopportabile e ingiustificabile andamento nelle risposte che seguono le emergenze immediate assicurate dagli interventi di protezione civile nelle prime fasi conseguenti ad eventi alluvionali.
Eventi che, come è assolutamente evidente vanno aumentando per numero ed intensità e che richiederebbero l'urgenza di un quadro normativo che assicuri risposte certe e trasparenti.
Rileviamo e denunciamo come i 19 eventi alluvionali (almeno i principali con circa 60 morti e miliardi di Euro di danni) che sono seguiti all'alluvione del Veneto del novembre 2011, sono stati trattati tutti in maniera differente sul piano delle procedure, dell'entità e della composizione degli interventi finanziari e dei soggetti che sono stati considerati come portatori di diritto ai risarcimenti.
Accade cosi, per esempio, che alluvioni importanti come quella di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo di Taro in Emilia (11 giugno 2011, danni che ammontano a circa 7.200.000 euro per privati e aziende e circa 450.000 euro i danni pubblici; 185 le famiglie e 50 le attività produttive colpite) sono totalmente dimenticate non avendo avuto alcun intervento e tantomeno l'OPCM necessaria e dovuta. Accade, anche, che all'interno della stessa regione per alluvioni in aree diverse si diano risposte diverse. È il caso della Toscana per cui le alluvioni della Lunigiana, dell'Elba e della Maremma (accadute nell'arco di circa un anno fra l'Ottobre 2011 e il novembre 2012) abbiano avuto risposte profondamente diverse nella quantità e nella qualità degli interventi succeduti alla prima emergenza.
Certamente, dunque, non è l'unico caso quello che ci riguarda direttamente ma è quello che conosciamo meglio e che testimonia nella sua paradossalità quanto sia grave il ritardo ed il vuoto normativo con cui si risponde alle esigenze del territorio e delle comunità dopo la prima fase di protezione civile e di emrgenza. Nel tratto di meno di 50 Km attraversato da ben 5 foci di fiumi importanti che va dal confine con la Calabria in Basilicata fino a parte della Provincia di Taranto, dopo la disastrosa alluvione del 1° Marzo 2011per fortuna senza vittime ma con oltre mezzo miliardo di danni (per cui i cittadini attendono ancora risposte) abbiamo avuto altri eventi alluvionali e da dissesto idrogeologico importanti (alcuni con vittime come a Craco o a Borgo Venusio) senza alcun intervento di ripristino o messa in sicurezza fino ad arrivare alla insopportabile situazione che si sta determinando fra il 7 Ottobre e i primi giorni di dicembre 2013.
Il 7 Ottobre 2013 le stesse terre sono state colpite da un'altra terribile alluvione registrando quattro giovani vittime, 65 milioni di Euro di danni per la sola Basilicata. Mentre eravamo alle prese con una dichiarazione di Stato di emergenza che non arrivava e di una OPCM che ad oggi (66 giorni dopo) non è ancora arrivata, accade l'evento drammatico della Sardegna.

Evento terribile, con 18 morti ed innumerevoli danni ma, per noi, pur sempre una alluvione; una delle 19 che si sono susseguite negli ultimi tre anni. Ebbene nel caso dell'ultima alluvione della Sardegna abbiamo registrato come in 24 ore siano stati stanziati 20 milioni di Euro per il primo intervento, è stato convocato un Consiglio dei Ministri urgente, annunciato un emento alla legge di stabilità per risorse ulteriori per oltre cento milioni, dichiarato il lutto nazionale per le vittime.
Capirete facilmente l'indignazione di quanti, non ancora sepolte le proprie vittime lucane e pugliesi, si sono viste dimenticare nei provvedimenti. Sta di fatto che a 66 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre 2013 ed a una decina da quella della fine di novembre 2013 attendiamo ancora uno straccio di provvedimento che non arriva.

Vi chiediamo di capire come sia possibile questa discrezionalità che in nome dell'emergenzialità lascia alla valutazione politica il diritto di scegliere dove sia giusto intervenire e dove no, quali cittadini siano degni di una risposta immediata e quali altri possano attendere mesi o anni. Vi chiediamo soprattutto di rimediare a questa situazione che non colpisce questo o quel territorio ma i diritti di tutti i cittadini italiani alla trasparenza ed alla certezza delle risposte. Serve un quadro normativo chiaro e certo che, in caso di risposta ai problemi del post alluvione, definisca chi e cosa deve fare e quanto sia lecito attendersi sottraendo le valutazioni relative alla discrezionalità della politica.
Sappiamo bene che quella di come si garantiscono gli interventi nel dopo emergenze è solo una parte del problema, che in realtà serve un grande piano per la messa in sicurezza e la prevenzione che sosteniamo con forza e che serve dotare il Fondo di Solidarietà Nazionale con risorse adeguate che pure sollecitiamo; oggi, però, Vi sottoponiamo questa urgenza nel convincimento che la trasparenza degli interventi è parte fondamentale della qualità della democrazia che coinvolge tante nostre comunità a rischio di subire o che hanbno subito danni e lutti da alluvioni.
Intervenite, urgentemente perchè il fango rende tutti uguali e la politica ha il dovere di dare le stesse risposte garantendo gli stessi diritti. A tutti senza dividerci fra alluvionati di serie A e B.

Con stima
Gianni Fabbris – portavoce

Consegnati a Roma alla Presidenza della Camera il fango e la lettera di denuncia e proposta

Una nostra delegazione è stata a Roma per consegnare ai parlamentari ed alla Presidenza della Camera dei Deputati una lettera denuncia su come da troppo tempo a questa parte la politica decida sulla base di suoi criteri discrezionali se, dove, come, in quale dimensione intervenire dopo la prima fase di emergenza in caso di alluvione per rifondere i danni al territorio, alle comunità ed ai privati. Di 19 alluvioni censite negli ultimi tre anni, non una ha avuto lo stesso trattamento dell'altra ma, al contrario, si è determinata una insopportabile distanza fra alluvioni di serie A e di serie B. Provocatoriamente abbiamo portato 20 vasetti di fango e abbiamo chiesto ai nostri interlocutori sapessero riconoscere il fango raccolto in Emilia da quello della Liguria, piuttosto che della Sicilia, Sardegna, Marche, Toscana, Umbria o Basilicata e Puglia...
Nonostante avessimo dato loro l'aiutino di etichettare i vasetti di FANGO DOC con le date delle diverse alluvioni non sono stati in condizioni di riconoscere la provenienza del fango e, dunque, sono arrivati alla nostra stessa conclusione: IL FANGO CI RENDE TUTTI UGUALI. Dunque, abbiamo chiesto, "Se il fango ci rende tutti uguali perchè la politica continua a dividerci fra quelli che hanno diritto alle risposte e quelli che non ce lo hanno?".
Una provocazione evidente per chiedere in realtà trasparenza e certezza nelle norme e nelle procedure.
Sappiamo bene che sulla questione delle alluvioni ci sono grandi e diversi problemi: quelli della prevenzione (di un piano strategico e investimenti adeguati) e quelli della dotazione finanziaria del fondo nazionale per gli interventi di protezione civile e ricostruzione (che sollecitiamo con forza) ma quello di garantire gli stessi diritti a quanti le alluvioni le hanno subite è una grande questione di democrazia. Abbiamo lasciato alla Camera dei Deputati un documento, questo: https://www.facebook.com/notes/difendiamo-le-terrejoniche/lettera-a-boldrini-e-a-grasso-il-fango-ci-rende-ugualievitate-di-provare-a-divid/743394485688513.
Alla fine abbiamo concordato l'impegno a tenere dopo il 15 di Gennaio una audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ed un incontro con i due Presidenti di Camera e Senato.
Li terremo il giorno dopo della convocazione a Roma del coordinamento MaiPiù in cui proponiamo si riuniscano quanti in Italia hanno subito alluvioni e i cittadini e le istanze organizzate che hanno a cuore l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio e ricostruire un nuovo rapporto fra le comunità dei fiumi e la terra.
A presto













mercoledì 11 dicembre 2013

Il fango ci rende tutti uguali. Incontro con i parlamentari domani a Roma

Alle ore 11,30 a Roma a Palazzo Marini della Camera dei Deputati una delegazione di alluvionati del Metapontino a nome del Coordinamento Maipiu in cui si stanno organizzando i comitati attivi nelle diverse realtà alluvionate di Italia, consegnerà 20 confezioni di fango alla Presidenza della Camera dei Deputati e una lettera di denuncia con la richiesta di adottare norme chiare e trasparenti che sottraggano alla politica il diritto di scegliere se ed a favore di chi intervenire in caso di alluvioni.
Subito prima (alle 11) si terrà un incontro della delegazione con i parlamentari lucani sulla situazione delle ultime alluvioni.

Invito

Pregiati Parlamentari,
come sapete il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche è impegnato da tempo per cercare di dare risposte ai problemi aperti dalle alluvioni nell'area del Metapontino e del Ginosino.
All'indomani della terza importante alluvione nel giro di meno di tre anni, la situazione per le comunità e il territorio sono drammatici.
Nella giornata del 12 Dicembre 2013 una nostra delegazione sarà a Roma per tenere una serie di incontri.
Vorremmo potervi incontrare per poterci confrontare su due questioni che consideriamo assolutamente decisive:
- capire quali e quante risorse siano state previste nella legge di stabilità da destinare alle risposte alle alluvioni lucane ed, eventualmente, per verificare le condizioni per un'azione concertata dei parlamentari lucani
- illustrare la proposta di modifica della norma sul "bonus benzina" avanzata nei giorni scorsi dal neopresidente della Regione Marcello Pittella e sostenuta dal Comitato volta a determinare un fondo significativo da usare in regione per la messa in sicurezza del territorio

Vi proponiamo di incontrarci alle ore 11 del 12 Dicembre presso la saletta di Via Poli a Palazzo Marini.

Cogliamo l'occasione per invitarvi, anche all'incontro che avverrà successivamente con la Presidenza della Camera dei Deputati (avendo chiesto l'incontro con la Presidente on.le Laura Boldrini o in alternativa con un suo delegato a riceverci); in quella sede presenteremo una sollecitazione al Parlamento perchè intervenga urgentemente sul quadro normativo che, nei fatti, determina disparità grandissime nel modo come vengono affrontate le risposte alle alluvioni in Italia. E' sempre più insopportabile, infatti, che vi siano risposte tanto diverse a seconda delle valutazioni politiche che ogni volta vengono fatte su come rispondere ed in che misura per soccorrere i territori e le comunità alluvionate. L'ultimo evidente caso riguarda proprio i Lucani ed i Pugliesi per cui ad oltre 60 giorni non è ancora stato predisposto alcuno strumento di intervento (ordinanza o dichiarazione di stato di emergenza) mentre per gli eventi della Sardegna (ma prima ancora del Veneto tre anni orsono) nel giro di 24 ore erano stati stanziati decine di milioni, convocato il Consiglio dei Ministri, proposto un emendamento imntegrativo di oltre cento milioni sulla legge di stabilità e dichiarato il lutto nazionale.
L'incontro avverrà alle ore 11,30 del 12 dicembre (a seguire dopo l'incontro sulla questione lucana) nella stessa auletta di Via POli a Palazzo Marini.
Ringrazio quanti di voi vorranno esserci e rimango a disposizione

Gianni Fabbris

venerdì 6 dicembre 2013

Alluvioni: Ora è il momento di vincere. Assemblea del Comitato di Puglia e Basilicata per una nuova fase di iniziative.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

Comunicato Stampa

info: 3466483882

APPELLO AI CITTADINI ALLUVIONATI, ALLE ASSOCIAZIONI ED ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POLITICHE, AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DI PUGLIA E BASILICATA CHE HANNO A CUORE IL TERRITORIO E LA DIFESA DELLE NOSTRE TERRE E DEI NOSTRI FIUMI


Se tre alluvioni in meno di tre anni, 7 morti, circa un miliardo di Euro di danni
vi sembrano pochi, per noi, al contrario è arrivato il momento della responsabilità e delle risposte.
ORA E' IL MOMENTO DI VINCERE.
ASSEMBLEA DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLE TERRE JONICHE PUGLIA-BASILICATA

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche  si è convocato in assemblea aperta per domenica 8 Dicembre alle ore 17 presso la sala Parrocchiale della Chiesa di Marconia in Piazza Elettra.
A base della Convocazione dell'assemblea le risoluzioni dell'incontro tenuto mercoledi scorso sempre nella Parrocchia della Chiesa di Marconia che ha lungamente discusso la situazione mentre era ancora in corso l'emergenza per l'ultima alluvione ed arrivavano le notizie drammatiche delle frane che avevano colpito Montescaglioso, nel convincimento che per risolvere i problemi dell'alluvione servano soprattutto risposte politiche ed assunzione di responsabilità sociale. Questo il documento approvato dall'incontro precedente:
"Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si propone come spazio unitario di partecipazione dei cittadini lucani e Pugliesi colpiti dalle alluvioni degli ultimi anni e delle Associazioni e movimenti che sostengono la vertenza per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio Lucano e Pugliese ed il riconoscimento del diritto ai risarcimenti per quanti hanno subito i danni. Nostri principi fondanti sono quelli della partecipazione attiva dei cittadini, dell'autonomia e indipendenza politica della nostra esperienza, del funzionamento democratico, dell'assunzione delle decisioni con criteri di trasparenza e della ricerca della collaborazione con le istituzioni territoriali come i Comuni e le Province. Principi a fondamento dell'obiettivo fondante di coinvolgere le comunità e i singoli nel compito grande di recuperare  gestione, controllo e governo del territorio in modo da assicurare alle comunità dei fiumi il diritto di poter vivere serenamente in un'area solcata da bacini fluviali e reti di canali cosi articolata.
Oggi, nel mezzo dell'ennesimo evento alluvionale e degli effetti del manifestarsi degli effetti del dissesto idrogeologico più gravi degli ultimi decenni, riaffermiamo i nostri obiettivi fondamentali:
- realizzare una forte iniziativa per la messa in sicurezza dei bacini dei fiumi e delle aree esposte al rischio idrogeologico, assicurando piani per la ristrutturazione delle reti infrastrutturali, l'uso del suolo, la manutenzione dei bacini idrici ed idraulici ed investimenti che creino benessere sociale ed economico, lavoro e sicurezza:
- avanzare nella risoluzione dei problemi ancora aperti per i danni dell'alluvione del 2011 garantendo (sia per i risarcimenti ai privati che alle opere di messa in sicurezza) finanziamenti ed interventi per almeno altri 40 milioni di Euro in Basilicata (a fronte dei 350 milioni di danni accertati nel 2011) e di 20 milioni di Euro in Puglia (a fronte dei circa 200 milioni di danni accertati nel 2011).
- arrivare urgentemente ad emettere l'OPCM (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri) per l'alluvione per il 7 Ottobre 2013 sia per la Puglia che per la Basilicata stanziando fin da subito risorse adeguate a coprire le spese stimate in circa 56 milioni di Euro per la Basilicata e 70  mln per la Puglia
- garantire risorse finanziarie e strumenti di intervento urgenti (OPCM, sospensione e abbattimento delle contribuzioni e delle scadenze, fondo per il risarcimento dei danni e per il ripristino delle opere) per l'alluvione di questa settimana.
Per poter realizzare questi quattro obiettivi prioritari siamo consapevoli che occorra rimontare grandi problemi sia di carattere regionale che nazionale, in particolare l'assenza di risorse finanziarie e di fondi dedicati a prevenire e ad intervenire in caso di alluvioni e quella di un quadro legislativo e normativo trasparente che offra garanzie di equità e parità di trattamento in caso di alluvioni e disastri idrogeologici. E' ormai intollerabile, come stiamo denunciando da tempo e per primi, che nella più assoluta discrezionalità lasciata alla politica di valutare come intervenire usando i criteri dell'emergenzialità  si determinino Alluvioni di serie A e di Serie B. In questa logica le alluvioni di Puglia e Basilicata (al pari di altre come quelle dell'Elba, di Sala Baganza, della Maremma, della Calabria, ecc..) sono state per troppo tempo nel dimenticatoio e nel disinteresse generale che fornisce e alimenta gli alibi alla politica. Al contrario, grazie ancora una volta alla spinta delle iniziative del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, l'ultima alluvione di Novembre 2013 ha conquistato importanti spazi informativi sia di carattere regionale che nazionale. In particolare all'azione informativa della stampa quotidiana locale si è aggiunta, questa volta, l'attenzione di numerose testate informative online e di blog ma anche di testate televisive regionali e nazionali che hanno dato spazio ed attenzione quotidiana anche con inviati e trouppes in loco che hanno dato conto del disastro che si sta abbattendo sulle nostre comunità.
Ora è arrivato il momento di aprire una nuova fase di governo del territorio, di realizzare un forte piano di messa in sicurezza che ripensi il rapporto fra le attività umane nelle aree a rischio di Puglia e Basilicata, intervenga sulle infrastrutture e garantisca le manutenzioni e le buone pratiche e di dare la certezza a quanti sono stati colpiti di avere i sostegni necessari senza dei quali il disastro economico e sociale sarebbe irreparabile.
Per questi obiettivi il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca in assemblea per decidere e organizzare su:
- la realizzazione di una campagna nazionale per la trasparenza delle norme in caso di alluvioni e per la costituzione di un fondo finanziario di solidarietà adeguato alimentato dalla finanza nazionale, dai contributi europei e dalle risorse regionali
- il pieno coinvolgimento della Regione Puglia e della Regione Basilicata alla responsabilità di dare risposte coordinate ed integrate a partire dalla richiesta di atti urgenti deliberativi e dallo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie da integrare con quelle del Governo Nazionale
- la richiesta forte di assunzione di responsabilità piena delle forze politiche e degli eletti in Parlamento e delle delegazioni al Governo di Puglia e Basilicata perchè si rimonti urgentemente allo schiaffo subito in questi anni per cui le nostre alluvioni continuano ad avere risposte di serie B
- la convocazione di una forte mobilitazione unitaria dei cittadini di Puglia e di Basilicata da realizzarsi con l'invito alla partecipazione delle due regioni, dei sindaci, dei parlamentari, delle forze sociali e sindacali tutte per ottenere dignità e risposte."

Sulla base di questo documento, Il comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca ed invita tutti i cittadini e le associazioni di Puglia e Basilicata a partecipare domenica 8 Dicembre alle ore 17 a Marconia di Pisticci nella Sala Parrocchiale della Chiesa dei Piazza Elettra.
L'incontro è aperto alla stampa ed in quella sede si darà conto dell'agenda delle iniziative che vedrà il Comitato mobilitarsi fin dai giorni successivi

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
   
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info: 3466483882

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche sulle responsabilità della politica lucana e pugliese.

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono. Non è il tempo della demagogia ma quello delle responsabilità.



Il Portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, Gianni Fabbris, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Non è con la solidarietà che si risolvono i problemi drammatici e le ferite aperte sul territorio dalle alluvioni, nè in Sardegna, nè in Basilicata e Puglia (dove serve circa un miliardo di Euro per le tre alluvioni degli ultimi tre anni), tantomeno in tutte le aree del Paese che attendono invano risposte da anni. Se la solidarietà è un atto importante fra i cittadini che può contribuire a cementare le comunità ed a risolvere singoli e temporanei problemi, quando viene usata dalla politica corre il rischio di essere demagogia. A quanti hanno dichiarato che le risorse raccolte in occasione della consultazione per eleggere il segretario nazionale di una forza politica (Primarie del PD) che avverranno domenica prossima 8 Dicembre saranno devolute per solidarietà agli alluvionati di Basilicata mi viene naturale ricordare che compito di una forza politica è di contribuire a dare risposte ai problemi aperti nel Paese ed in Regione con atti e provvedimenti. Quando poi quella forza politica è determinante componente del Governo Nazionale e Regionale mi viene da ricordare che da oltre mille giorni (dal 2011) i cittadini lucani e Pugliesi attendono di sapere (oltre le briciole avute) quali siano le risposte ai loro problemi, che da oltre 60 giorni dall'alluvione di Ottobre 2013 non c'è ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Puglia, tantomeno per la Basilicata che non ha nemmeno la dichiarazione di Stato di Emergenza. A forze che hanno parlamentari e componenti di Governo (sottosegretari, ministri e viceministri) chiediamo, dunque, la certezza delle responsabilità politiche ed il buon gusto di soprassedere a gesti inutili"

sabato 23 novembre 2013

Scriviamo alla RAI chiedendo di restituire voce alle comunità alluvionate

Dopo lo schiaffo preso in Piazza Elettra a Marconia nella giornata di ieri sera insieme a tutti i cittadini lucani e Pugliesi ed a tutti gli alluvionati d'Italia, Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche per mano del suo portavoce Gianni Fabbris ha inviato oggi una lettera al Presidente Rai, ai componenti il CdA ed ai responsabili di Rai 1 e della trasmissione La Vita in Diretta, inviandogli il comunicato stampa di critica delle modalità con cui si è svolta la trasmissione della Vita in Diretta sulle alluvioni e chiedendo che la RAI restituisca voce alle comunità alluvionate d'Italia, alle loro istanze ed alle loro proposte ed alla condizione, in particolare, di quelle alluvioni dimenticate dai media mazionali come quelle lucane e pugliesi.


Pensavamo di partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" invece abbiamo assistito "Allo spreco in diretta". La RAI si vergogni.

Occasione persa: abbiamo supportato la messa in onda della trasmissione La Vita in Diretta. Invece dalla piazza gremita di Marconia ieri sera è andata in onda solo "Lo spreco in diretta". Abbiamo preso l'ennesimo schiaffo in faccia con tutti i cittadini Lucani e Pugliesi e con tutti gli alluvionati di Italia.
Dopo essere indignati con il Governo Nazionale e la Politica che non da le risposte ora lo siamo anche con l'ennesimo esempio di cattiva informazione e di spreco del denaro pubblico. La Rai si vergogni.


Ieri, venerdi 22 Novembre 2012, fin dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo supportato Carmen Di Stasio, l'ottima giornalista della Vita in Diretta, che insieme al consulente Rocco Corsano ed agli operatori espressamente arrivati da Bari, ha girato fra la Puglia e la Basilicata una serie di immagini per documentare lo stato del territorio alluvionato, la condizione di chi è stato colpito, le testimonianze di quanti chiedono risposte e denunciano le responsabilità delle due alluvioni che fra il Marzo 2011 e l'Ottobre 2013 hanno sconvolto le comunità del Ginosino e del Metapontino. Immagini che erano state montate nel pomeriggio in un bel servizio di un paio di minuti e che avrebbero dovute costituire una parte della finestra sulle alluvioni di Puglia e Basilicata che avrebbero dovuto essere testimoniate dagli interventi in diretta nella piazza gremitissima di Marconia. Un lavoro realizzato con grande professionalità e partecipazione da tutto lo staff RAI arrivato fra di noi per raccontare al meglio la nostrà esperienza e la realtà del territorio.
Eravamo stati invitati, infatti, a partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" che metteva in onda uno speciale in occasione del fatto che il Governo Nazionale aveva proclamato il "Lutto Nazionale per le vittime dell'alluvione della Sardegna". Ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Un tam tam di telefonate, annunci radio, comunicati ecc. Ed, infatti alle 18 in Piazza Elettra a Marconia c'erano almento 500 persone, molte altre (non riuscendo a seguire) erano tornate a casa per assistere in diretta alla trasmissione. In piazza oltre noi, i due striscioni del Comitato, il trattore portato a testimoniare la nostra presenza come movimento di agricoltori, tantissima gente, c'era anche un regista arrivato appositamente da Roma, un camion con la regia mobile e l'attrezzatura per il collegamento satellitare, un furgone di supporto, almeno una decina di tecnici.
Abbiamo fatto qualche calcolo e stimiamo che per organizzare il collegamento fra le risorse impegnate in piazza per la diretta e per girare i servizi la mattina, ai cittadini che pagano il canone RAI sarà costato almeno 40.000 Euro.
Risorse importanti per un obiettivo importante; non avremmo sprecato l'occasione. Avremmo testimoniato di due alluvioni cancellate dall'elenco delle alluvioni italiane (persino il servizio andato in onda dallo studio di Roma prima del collegamento con Piazza Elettra le aveva dimenticate), avremmo raccontato come dal 2011 ad oggi fra Basilicata e Puglia ci sono stati 7 morti per le alluvioni, che 550 milioni di Euro di danni al nostro territorio (per il 2011) cui si aggiungono quelli ancora in via di quantizzazione per il 2013 sono per noi un colpo terribile, avremmo rivendicato interventi ed investimenti per la messa in sicurezza di un tratto di Italia che, mentre fornisce ricchezza contribuendo al PIL nazionale con il petrolio e acqua a tanta parte del Sud, essendo attraversato da ben 6 fiumi avrebbe bisogno di investimenti e risposte certe.
Soprattutto, però, avremmo voluto dire cosa pensiamo di come la politica sta rispondendo al dramma delle alluvioni in Italia: avremmo detto con poche e semplici frasi che da tre anni a questa parte ogni alluvione in Italia ha avuto risposte diverse in assenza di una chiara legge nazionale che dica chi e come deve intervenire e rispondere ai problemi, secondo la logica dell'emergenza che lascia alla politica la discrezionalità più assoluta. Discrezionalità che sceglie sulla base di quanto i parlamentari, i membri del governo e i poteri politici locali siano capaci di contrattare e gestire soluzioni "per gli alluvionati di casa propria". Discrezionalità per cui le alluvioni di Puglia e Basilicata sono state cancellate come non fossero un problema.
Avremmo voluto testimoniare, per esempio, di come a mille giorni di distanza dall'alluvione del 1° Marzo 2011 siamo ancora alle briciole ed all'elemosina che lasciano famiglie e attività nella crisi più nera ed a come a quasi 50 giorni dall'alluvione dell'7 Ottobre 2013 (quattro morti) non abbiamo ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ed alcuna risposta credibile.
Sarebbe stato, cosi, chiaro che nel caos e nel vuoto normativo e, soprattutto, nella colpevole assenza di finanziamenti e piani per la prevenzione e le risposte in caso di alluvione, la velocità con cui il Governo si è riunito in 24 ore per l'alluvione sarda, ha stanziato prime risorse, ha annunciato un ulteriore finanziamento sulla legge di stabilità per l'alluvione sarda di oltre 120 milioni di Euro, ha dichiarato il lutto nazionale per i morti sardi, la dice lunga sulla qualità morale della politica che oggi, ancora una volta, cavalca l'emozione dell'ultimo dramma per nascondere i suoi ritardi e il vuoto di risposte vere.
Avremmo detto ai fratelli e sorelle della Sardegna, in queste ore impegnati a uscire dalla morsa del fango, alla conta dei danni ed a celebrare i funerali delle vittime, che è un film già visto in tante altre zone; certamente lo abbiamo visto noi lucani e pugliesi: quando si seccherà il fango e non saranno arrivate le risposte e mantenute le promesse, arriveranno gli sciacalli, gli usurai insieme all'abbandono ed alla solitudine. Li avremmo invitati all'unità ed a reagire insieme per chiedere con forza: certezze, la messa in sicurezza del territorio, una legge chiara che dia certezze sulla ricostruzione e sui risarcimenti quando ci sono le alluvioni e non lasci i cittadini e le comunità con il cappello in mano della politica.
Niente di tutto questo è stato possibile. Quando ci è stata data la linea per il collegamento ci è stata tolta subito, con appena il tempo di dire "buonasera" e poco più lasciando l'intera Piazza nello sconcerto prima e con più rabbia di prima subito dopo.
La reazione dei cittadini è stata forte, il Sindaco, i Componenti del Comitato che da tre anni sta lavorando per affermare i diritti delle comunità alluvionate, i cittadini intervenuti avevano in bocca solo parole di indignazione, di frustrazione e di vergogna per lo spettacolo cui abbiamo assistito. Spettacolo indegno non solo perchè lo spreco di 40.000 Euro per un minuto in diretta e non poter dire nulla (a che serviva? Bastava una intervista a uno qualsiasi e non sarebbe costata) è vergognoso ma anche perchè l'intero impianto della trasmissione andata in onda lo è. Abbiamo assistito ad una trasmissione alla ricerca "dell'effetto pianto" e pietistico sulla pelle delle comunità colpite con pochissimo spazio a informazioni corrette, senza dare la parola ai cittadini delle aree colpite come la nostra ma preferendo, ancora una volta le passarelle dei ministri.
Una brutta prova di servizio pubblico per cui la RAI farebbe bene a scusarsi in una brutta giornata in cui gli alluvionati sono stati strumentalizzati.
Molti dei cittadini lucani e pugliesi che erano in Piazza a Marconia ieri sera e che, giustamente, si sono sentiti beffati e presi in giro, gridavano che non pagheranno più il canone alla RAI, alcuni di loro minacciavano di non far ripartire i mezzi mandati a sprecare il denaro pubblico. Come dargli torto?
Fra mercoledi e giovedì prossimo una nostra delegazione sarà a Roma insieme agli alluvionati di altre aree del Paese (compresi i sardi) per denunciare alla stampa ed al Parlamento la situazione e restituire lo schiaffo (dato a tutti gli alluvionati d'Italia) per cui qualcuno pensa ci siano alluvioni e morti di serie A da celebrare e di serie B per cui non vale la pena il diritto di parola.

Le foto della serata


mercoledì 20 novembre 2013

Terrejoniche fa appello a Pittella: "La Regione ci dia certezze"

Pubblicato su Ansa (leggi articolo originale)

MATERA - Attenta perimetrazione delle aree del Metapontino effettivamente colpite dall’alluvione del 6 e 7 ottobre scorso, per evitare, come accaduto nel 2011, l'inserimento di luoghi e persone che hanno finito col far crescere a dismisura le previsioni di intervento penalizzando i veri destinatari finora non indennizzati, e destinazione di una parte del fondo accantonato delle royalties sul petrolio per rifondere i danni di aziende colpite dal maltempo e realizzare opere di tutela del territorio.
Sono le richieste che il portavoce del comitato di difesa delle Terrejoniche, Gianni Fabbris, ha fatto al neopresidente della giunta regionale, Marcello Pittella, affinchè sia dia corso a tutte le procedure per il riconoscimento dello “stato di calamità” e all’emissione dell’ordinanza ministeriale: “Non è possibile - ha detto Fabbris - che a distanza di 45 giorni dall’alluvione la documentazione non sia giunta al Governo. La Puglia ha effettuato la ricognizione dei danni e presentato gli atti. La Basilicata è indietro. Se ci sono inadempienze, ritardi e responsabilità burocratiche lo verificheremo anche con i nostri legali. La nostra protesta di non votare raccogliendo i certificati elettorali ha dimostrato che dalla parte politica, e anche parlamentare, non c'è stata la dovuta attenzione sui danni. La situazione è insostenibile. La politica si muova. Per la Sardegna - ha continuato - i danni dell’alluvione sono stati affrontati in tempo reale”.
Fabbris, inoltre, ha ribadito la richiesta della nomina di un commissario unico per affrontare le questioni ricorrenti, create dal dissesto idrogeologico, del bacino comprensoriale del Bradano che interessa le province di Taranto e Matera: “Serve - ha spiegato - un commissario terzo, che non sia il presidente della Regione, per evitare problemi e limiti tuttora irrisolti di precedenti esperienze”. (ANSA)

martedì 19 novembre 2013

Domani conferenza stampa a Matera del Comitato TerreJoniche.

Mercoledì 20 Novembre 2013 ore 09:00 c/o la galleria Guerricchio, in piazza Vittorio Veneto a Matera Conferenza stampa del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche.

Una delegazione del Comitato TerreJoniche nella conferenza di domani, Mercoledì 20 Novembre alle ore 09,00 terrà una conferenza stampa per fare il punto della situazione ed annunciare le prossime iniziative di lotta nei confronti delle forze politiche e istituzionali e che riprenderanno dai prossimi giorni per il raggiungimento degli obiettivi indicati dalla piattaforma più volte divulgata. In merito ai recenti avvenimenti, infatti, urge più che mai una presa di posizione contro la sostanziale assenza delle forze politiche e istituzionali nella vertenza volta a sostenere le ragioni dei cittadini e dei territori colpiti dall’alluvione del 07 Ottobre scorso e chiediamo una svolta nell’impegno a favore dei cittadini e del territorio. Impegno non più rinviabile visto l'incrementarsi dei fenomeni alluvionali e la gravità delle condizioni di un territorio ormai notevolmente in ginocchio e con gravi ferite che deve essere garantito da tutti i responsabili istituzionali, vincendo e superando la tentazione di continuare ad addossarsi responsabilità di cui i cittadini non hanno alcuna colpa. Le aziende e i lavoratori colpiti nel reddito e nei beni, le famiglie nel diritto all’alloggio, il territorio con gli argini dei fiumi rotti in diversi punti non possono più aspettare che la politica ripari ai danni che essa stesso ha provocato. La stampa è invitata.

domenica 17 novembre 2013

Ore 18:30 esercitato il diritto di non voto del portavoce del comitato TerreJoniche

Il portavoce del comitato per la Difesa delle TerreJoniche, come anticipato nel nostro precedente comunicato stampa, si è recato alle ore 18:30 al seggio elettorale di Policoro in cui è iscritto come elettore (Seggio n. 11 nelle Scuole elementari di Via Pandosia) per esercitare il suo diritto al non voto ai sensi del d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art104 comma 5, chiedendo che venisse  messo a verbale la seguente motivazione del non voto "avevamo chiesto alle forze politiche risposte serie sull'alluvione, non sono arrivate. Nessuno in Provincia di Matera per le elezioni regionali 2013, merita il mio voto".
Con questa azione Gianni Fabbris ha consentito che non si abbassasse il quorum finendo per agevolare il più forte di turno.
Così facendo, la scheda non è stata conteggiata nè fra le nulle, nè fra le bianche e neanche fra le astenute.
Il comitato aveva deciso per il non voto, (salvo il fatto che poi ognuno farà le sue singole valutazioni più che legittime), durante l'assemblea pubblica di giovedì scorso,  14 Novembre, nella sala consiliare del comune di Scanzano Jonico a causa dell'assenza di risposte da parte delle forze politiche alle domande da noi poste nella piattaforma inviata a tutti nei giorni precedenti la mobilitazione.
A oltre 40 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre scorso infatti,

 - le forze di governo regionale non ci hanno convinto nelle risposte che dovevano come governo (nazionali e regionali di Puglia e Basilicata;
 - le forze di opposizione che ora siedono in parlamento o nel consiglio regionale di Basilicata non hanno trovato, evidentemente, il tempo di darle;
 - le forze che si candidano non essendoci ancora nel consiglio regionale non hanno detto una parola sulla nostra piattaforma tranne che dire che sono diversi.

Ricordiamo a tutti che il nostro è un atto "estremamente politico". "Oggi nel metapontino sta crescendo una nuova consapevolezza ed una nuova coscienza politica nelle aree rurali che, per il momento, non merita il voto di nessuno. Demagogia, semmai, è l'idea che se non voti sei qualunquista. Il voto bisogna meritarlo se non lo meriti, è diritto dei cittadini non dartelo e se nel panorama delle regionali di Basilicata c'è uno scenario cosi desolante di vuoto di proposte, è tutto diritto dei cittadini non votare."
 Ribadiamo ancora una volta che è nostra ferma intenzione non fermarci fino a quando non otterremo risposte ai sei punti della piattaforma che alleghiamo.

Mentre piove sulla campagna elettorale lucana, continua la mobilitazione. Alle 18 il portavoce esercita il diritto al non voto

Comunicato stampa

Piove, ci allaghiamo, i fiumi straripano e le risposte non arrivano o arrivano con il contagocce e noi andiamo avanti con la mobilitazione fino a quando non sarà messo in sicurezza il territorio e non saranno risarciti i danni

Alle 18 il portavoce del Comitato TerreJoniche, andrà al seggio elettorale di Policoro dove è iscritto per esercitare il suo diritto al non voto
La stampa è invitata


Continuano le iniziative del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche dopo la giornata di mobilitazione del 14 Novembre. Ieri, 16 novembre, una delegazione del Comitato, insieme ai movimenti tarantini che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione di due giorni fa a Scanzano Jonico, ha partecipato alla manifestazione indetta nella Terra dei Fuochi. Insieme a decine di migliaia di persone che hanno sfilato in Campania per chiedere bonifica del territorio ed il diritto delle comunità a vivere in pace in una terra gestita correttamente, ha sfilato lo striscione del Comitato portato da cittadini di Ginosa Marina.
Oggi il Comitato TerreJoniche parteciperà alla fiaccolata in commemorazione delle vittime dell'alluvione di ottobre indetta alle ore 20 a Ginosa Paese mentre è in preparazione una nuova assemblea a Nosa Siri Scalo indetta per martedi 19 Ottobre per estendere le iniziative alle aree colpite del Sinni e dell'Agri dalle esondazioni di questi giorni.
Proprio esondazioni di questi ultimi due giorni nella zona dell'Agri e del Sinni dimostrano, se fosse ancora necessario, quanto sia grave la situazione nelle TerreJoniche ovvero nelle aree che vanno dal confine con la Calabria e Taranto.
Abbiamo più volte denunciato in questi anni come questo territorio abbia bisogno di una forte, energica e pianificata azione di messa in sicurezza dei bacini fluviali e dalla rete di canali che dovrebbero assicurare la bonifica del territorio.
Un'azione che potrebbe portare lavoro e occupazione e permettere alle comunità di convivere con serenità con i fiumi ed agli investimenti economici di essere redditizi mentre ora sono a rischio.
Ormai è assolutamente evidente a tutti la fotografia della realtà: ogni volta che piove per qualche giorno o con intensità il territorio (devastato da opere sbagliate, dalla gestione di enti inutili e senza manutenzione e lavori di cura) si allaga e registriamo danni sempre maggiori e rischio (certezza sempre maggiore) di vittime.
Siamo stanchi di inseguire le emergenze e siamo stanchi delle patetiche risposte dopo ogni alluvione come quella, per esempio, del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto che ha mandato gli escavatori a pulire i canali solo dopo l'alluvione del 7 Ottobre mentre prima (sollecitato mille volte) era evidentemente impegnato in tutt'altre faccende come quelle di garantire stipendi e posti a consiglieri illegittimi.
Noi andiamo avanti e non ci siamo fermati nemmeno per il voto in Basilicata alle Regionali, anzi abbiamo sollecitato la politica a  darci risposte certe prima, proprio perchè pensiamo che elezioni debbano essere il momento delle verifiche. Risposte che, pur se in parte arrivate dalle due regioni con la dichiarazione di Stato di Calamità (per ora recepito solo per la Puglia peraltro e senza che ancora ci sia nè per la Puglia né per la Basilicata l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri con lo stanziamento di fondi e risorse) riteniamo assolutamente insufficienti ad oltre 45 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre e mentre continuano ad esondare i fiumi.
Per questo, in coerenza con quanto deciso dal Comitato nell'assemblea del 14 a Scanzano Jonico, oggi (17 novembre) alle ore 18 il Portavoce del Comitato TerreJoniche si recherà al seggio elettorale di Policoro in cui è iscritto come elettore (Seggio n. 11 nelle Scuole elementari di Via Pandosia) per esercitare il suo diritto al non voto ai sensi del d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art104 comma 5, chiedendo che sia messa a verbale la motivazione del non voto e che la scheda non sia conteggiata fra le nulle, le bianche o le astenute.

sabato 16 novembre 2013

Mai più disastri ambientali, la manifestazione del 14 novembre 2013.

Pubblicato su ginosanews (leggi articolo originale)

Un copione già visto, si spera con diverso esito. 
Ieri a Ginosa la manifestazione promossa da Terre joniche contro l’inerzia pubblica nell’affrontare i disastri ambientali.  Manifestazione poi conclusasi intorno all’una alle tavole palatine, in territorio lucano. Lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione fortemente presidiata dalle forze dell’ordine è stato: “un solo fiume in piena, le nostre comunità”. 
Una ventina di trattori, alcuni davvero imponenti,  hanno sfilato per le vie cittadine partendo da piazza 4 novembre e poi dirigendosi verso lo stadio, la zona nella quale è stata ritrovata la prima vittima dell’alluvione, Rossella Pignalosa di 32 anni. 
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Qui Gianni Fabbris, il sindacalista di altragricoltura, che da tempo si spende per la messa in sicurezza del territorio e i risarcimenti alle persone ed alle aziende colpite, ha illustrato punto per punto i motivi che hanno condotto alla mobilitazione. 
In primis chiudere le questioni lasciate aperte dall’alluvione che colpì, nel marzo del 2011, Marina di Ginosa. Non si è andati oltre la stretta emergenza secondo il movimento nato all’indomani dell’alluvione mentre i cittadini si chiedono dove si sia fermata la macchina dei pur scarni risarcimenti ottenuti: il 24% secondo la delibera di giunta regionale n°1433 del 17 luglio scorso. 
Ma non è solo il territorio di Marina di Ginosa a rischio e l’alluvione di poco più di un mese fa lo ha dimostrato tragicamente con quattro morti che devono la loro tragica scomparsa non solo alla sfortuna. Il territorio ha bisogno di essere tutelato davvero, le leggi rispettate da tutti non solo da alcuni, per questo il comitato torna a chiedere un commissario straordinario unico per Puglia e Basilica che sia “terzo fra le due regioni”. 
Il motivo, facilmente comprensibile, è l’eliminazione di qualsiasi tensione o peggio turbativa nelle azioni che dovranno essere intraprese per mettere in sicurezza il territorio. 
Purché  il tutto non si limiti agli iniziali esigui stanziamenti annunciati e i soliti furbi non trovino un mezzo per essere risarciti senza averne diritto.
Intanto è stato riconosciuto venerdì 15 novembre 2013  dalla presidenza del consiglio dei ministri lo stato di emergenza per Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello. 
Il passaggio necessario arriva  un mese e nove giorni dopo gli eventi del 7 ed 8 ottobre 2013. Questo riconoscimento è propedeutico all'emanazione all’emanazione dell’Ordinanza da parte del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
Sarà questo organo a quantificare ed a stanziare le somme da destinare ai comuni colpiti.
Per questo si continua a chiedere che la perimetrazione delle aree colpite avvenga con rigore, senza includere aree non toccate dalla furia delle acque. 
E a questo proposito si continua a chiedere il rifinanziamento del fondo nazionale per le calamità, anche se una recente legge dello Stato ha proprio tagliato fuori la responsabilità statale.
Insomma cittadini ed aziende colpite non avrebbero diritto legale a nessun risarcimento dopo il decreto legge n°59 del 15 maggio 2012 e il regolamento che dovrebbe seguire alla conversione in legge. 
Il corteo si è anche recato in contrada pantano nei cui pressi sono state ritrovate le altre tre vittime della terribile alluvione di Ginosa. 
Ginosa che si considerava al sicuro, protetta dalla sua relativa altitudine (circa 240 metri sul livello del mare) e dalla profonda e maestosa gravina che comunque ha salvato la quasi totalità della cittadina che conta 19mila abitanti, più altri quattromila residenti a Marina di Ginosa. 
Beppe Grillo incontra i manifestanti del comitato terre joniche in un bar lungo la statale 106
(foto erasmo mazzone)

La manifestazione ha avuto anche una coda polemica, con Pinuccia Sassone, rappresentante degli alluvionati di Marconia (Matera) che si è chiesta il perché dell’assenza di rappresentati comunali. 
La politica ha fatto capolino anche con Beppe Grillo che ha tenuto un breve incontro riservato con Gianni Fabbris nei pressi delle tavole palatine. 
Ma le strade di “terre joniche” e quelle movimento 5stelle non si sono saldate, essendo per quest’ultimo di vitale importanza non essere assimilato alle altre forze politiche. 
Per il comitato invece è essenziale tenere aperta la vertenza del territorio a tutte le forze politiche. 
Chi si vuole cimentare nella delicatissima questione è chiamato a portare risultati concreti: non c’è bisogno di altre fabbriche di parole. 
Per tutti dovrebbe bastare il monito dei parenti di Rossella affacciati al balcone della sua casa: hanno assistito da lontano alla manifestazione. 
Nessun risarcimento sarà possibile per questa famiglia e quelle di Chiara Moramarco, Gianni Bari e Pino Bianculli. Il parroco di Cristo risorto, don Giuseppe Bernalda ha invitato tutta la popolazione a partecipare ad una fiaccolata. La manifestazione in ricordo delle vittime partirà dal sagrato della chiesa stessa domenica prossima 17 novembre alle venti: forse solo la preghiera può unire cittadini e comunità.
Articolo del nuovo QUOTIDIANO DI PUGLIA del 15 novembre 2013